Social Icons

facebookrss feed

martedì 7 maggio 2013

Tremiti selvagge, fra rocce e silenzio



Secondo la leggenda, le avrebbe gettate in mare Diomede. Secondo chi le ha visitate, le isole dell'arcipelago pugliese sono un giardino che galleggia su sorprendenti tesori marini. Dove trovare antichi relitti di navi, colonie di coralli. E una pasta con melanzane, peperoni e capperi da manuale


Uno dei reperti dell'epopea garibaldina è meta di visite quotidiane da parte di barracuda, saraghi e da fittissimi banchi di salpe. È il Lombardo, un piroscafo a ruote protagonista della Spedizione dei Mille, naufragato il 13 marzo 1864 durante il trasporto di detenuti dalle Tremiti alle coste pugliesi. A fargli compagnia, nelle acque di un arcipelago di soli tre chilometri quadrati dove le automobili sono bandite, oltre a spettacolari ramificazioni di gorgonie rosse e gialle, spugne multicolori e colonie di coralli, i relitti di altre due imbarcazioni: una nave romana del I secolo e una galea turca. Reperti che testimoniano una storia che inizia con Diomede, eroe omerico amico di Ulisse. 
Una leggenda narra infatti che il valoroso acheo gettò in mare tre giganteschi massi che aveva portato con sé da Troia e che riemersero sotto forma di isole: San Domino, San Nicola Capraia, appunto. La prima, lunga meno di 3 chilometri e larga 1,7, è ricoperta da una rigogliosa foresta di pini d'Aleppo e lecci, e da un sottobosco profumato di rosmarino, mirto e Centaurea diomedea(il fiordaliso delle Tremiti). Intorno all'anno Mille, l'isola era una sorta di orto del paradiso, un luogo di beatitudine. E questo perché, per circa sei secoli, fu una vera e propria roccaforte della cristianità. Costellata di uliveti, vigne e alberi da frutto, coltivata a grano e adibita a pascolo, San Domino, insieme con le altre isole più grandi, costituì un'enclave religiosa controllata dai monaci benedettini di Montecassino fino al 1256. Un periodo di mistico splendore durante il quale le isole sperimentarono tecniche innovative di agricoltura, crearono manoscritti su pergamena, studiarono astronomia, matematica e musica. Biglietto da visita sostanzialmente valido anche oggi, quando, avvicinandosi a esse, appare un rosario di calette delimitate da un universo verde. 

Per raggiungerle, due alternative: una barca o una camminata seguendo un reticolo di sentieri ombreggiati, ben segnalati e attrezzati con numerose aree di sosta. Si arriva così a Cala Tonda, un'insenatura a forma a semicerchio, o alla Grotta delle Viole, una cavità carsica i cui riflessi violacei fanno pendant con le fioriture di fiordalisi blu e di violette selvatiche che terrazzano le pareti a strapiombo sul mare. L'ideale è affittare una canoa ed entrare lentamente nell'antro scoprendo così un florilegio di stalattiti. Un'emozione duplicabile pagaiando nella Grotta del Bue Marino, rifugio della foca monaca sino agli Anni 60. Nelle notti d'estate si aggiunge una struggente colonna sonora, simile al pianto di un neonato, udibile nelle adiacenze del Picco delle Diomedee, le pareti scoscese che sovrastano la grotta. Secondo una leggenda sarebbero i compagni dell'eroe omerico, sepolto presumibilmente da queste parti, trasformati in uccelli da Venere per poter vegliare le spoglie. 

A nord est di San Domino c'è l'isola di San Nicola, dove batte il cuore della storia dell'arcipelago. Arida e rocciosa, più che un'isola è un grande monumento sull'acqua. Il suo passato di antico rifugio di eremiti e luogo di confino si legge nelle cinte murarie erette per difendere i monaci dagli attacchi dei pirati contrappuntate da torri merlate. Il gioiello dell'isola è la Chiesa di Santa Maria a Mare. Consacrata nel 1045, conserva frammenti di un mosaico d'epoca romano-bizantina e una pala d'altare policroma di scuola veneziana del XV secolo. Durante il Ventennio l'isola venne trasformata in confino per parlamentari, sindacalisti, professori e avvocati antifascisti. 

Una storia di cui, come tante altre, si può trovare documentazione nel wine bar Era Ora a San Domino. A disposizione degli avventori, oltre a specialità provenienti dal Sud Italia, riviste e libri sulla storia e le ricchezze dell'arcipelago. La buona cucina prosegue tra i tavoli di altri ristoranti di San Domino. Perso tra i pini, ma sul mare, c'è L'Oasi, mentre, nei pressi del porto, La Livornese è la casa della signora Teresa, immigrata livornese appunto, che prepara personalmente orecchiette ai frutti di mare e zuppa di pesce. Da segnalare un'oasi vegetariana nell'isola di San Nicola, Il Torrione, in pieno centro storico. Tra le specialità, due piatti tipici delle Tremiti: la pasta con melanzane, peperoni e capperi, e la tremitese, risposta locale alla caprese: mozzarella, melanzane sott'olio, pomodori, capperi e olive. 

Nessun ristorante invece sull'isola di Capraia, a nord di San Nicola, e a Pianosa. La prima, priva di alberi e di edifici, e coperta solo da cespugli di lentisco e da rocce infestate da piante di capperi, è un paradiso per gli amanti delle immersioni. Pianosa invece, un pianoro roccioso che si erge dal mare per non più di dieci metri, è una Riserva Integrale e nelle sue acque non si può pescare né fare il bagno.  (Claudio Agostani)








26 commenti:

  1. Che luoghi incantevoli, veramente da togliere il fiato. Però non vale mostrarli ora che l'estate sembra ancora lontana :)

    http://leclatdelamode.blogspot.com

    RispondiElimina
  2. Vedi che bellezze italiane? A volte ricerchiamo questi paesaggi meravigliosi all'estero, quando li abbiamo a casa.
    Bel post!
    marti
    Glamour Marmalade
    Instagram
    Twitter

    RispondiElimina
  3. sono nella mia wishlist dal titolo "Viaggi che prima o poi mi devo fare altrimenti mi girano forte!" grazie del dettagliato post, lo terrò in considerazione

    RispondiElimina
  4. Paradiso! Quanti bei posti in Italia.. ne sono innamorata!
    Daniela
    kaosmagazine.it

    RispondiElimina
  5. Bellissime foto!

    Federica
    La ragazza dai capelli rossi

    RispondiElimina
  6. Che posti magici..non c'è bisogno di andare molto lontano per trovare questi bei paradisi!
    Torna presto a trovarmi su Cosa Mi Metto???
    Win an amazing and elegant Chicabiti dress!!

    RispondiElimina
  7. Incantevole.
    Posso offrirmi come travel blogger? Sono seria :P

    RispondiElimina
  8. voglio andarci ora! subito!

    http://heel12.blogspot.it/

    RispondiElimina
  9. CHE VOJA DI VACANZAAA

    http://modaemacarons.blogspot.it/2013/05/new-in-4-raris-bijoux.html

    RispondiElimina
  10. Foto stupende!Ho voglia di tornarci :)
    Baci
    Lau

    RispondiElimina
  11. Che meraviglia!!!! E pensare che in tanti salgono su un aereo per destinazioni tropicali, quando qui in Italia abbiamo questi paradisi!

    RispondiElimina
  12. Che spettacolo *___*
    Mi piacerebbe davvero visitarle! Ci farò un pensierino per questa estate, dato che non so ancora dove andare!

    ♥ NEW CONTEST for You!
    ♥ NEW POST: Evento #Sisters Communication!
    ♥ Facebook

    RispondiElimina
  13. Le tremiti sono uno spettacolo puro e io ci sono vicina vicina!!!
    baci

    RispondiElimina
  14. un paradiso, mi piacerebbe visitarle!

    RispondiElimina
  15. Che bel posto!
    xoxo
    http://blog.dorafashionspace.com

    RispondiElimina
  16. Non ci sono mai stata. Devono essere pazzesche e poi mi affascina tantissimo la lunga storia che c'è dietro!
    Giulia

    New post: http://giuliagalettibeer.wordpress.com/2013/05/08/free-romwe-leggings-on-instagram-20-pairs-everyday/

    RispondiElimina