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lunedì 31 dicembre 2012

Nuova Zelanda: La Terra degli Hobbit



Sui luoghi dove è stata girata la trilogia del Signore degli anelli. E la nuova saga “Lo Hobbit”. Da Hobbiville a Wellington.

I fan della trilogia lo sanno da tempo: la nuova Zelanda è la vera “Terra di Mezzo”. O, almeno, è stata la location principale per le riprese dei film tratti dai romanzi di Tolkien e questo vale anche per “Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato”. Se Il signore degli anelli è stato un eccezionale veicolo di promozione turistica per la Nuova Zelanda, nuovi visitatori sono previsti dopo il lancio del nuovo film. Questo stato dell’emisfero australe, composto da due isole di origine vulcanica che insieme sono grandi come l’Italia, è stato scelto dal regista Peter Jackson per la bellezza e l’unicità del suo patrimonio naturale, ancora incontaminato e in parte inesplorato, che ben si presta alla magia delle ambientazioni tolkeniane.

Come consiglia il sito turistico nuovazelanda.it, nell’Isola del Nord si può visitare Hobbiton presso Matamata, una verde località sulle colline, dove sono state ricreate le piccole case degli hobbit. La casa di Bilbo Baggins, lo zio di Frodo che anni prima aveva ritrovato l’Unico Anello dando il via all’avventura, è stata ricreata all’interno di una fattoria privata della stessa zona.

L’avamposto elfico di Rivendell, conosciuto anche come Gran Burrone, dove hobbit, nani, elfi e umani si incontrano per discutere e formare la Compagnia dell’Anello, è stato ambientato nel Kaitoke Regional Park (http://www.gw.govt.nz/Kaitoke) , e la fortezza di Isengard dove il mago malvagio Saruman tesse le trame dell’oscuro signore Sauron è stata ricostruita nei pressi della capitale, nella zona a nord di Wellington, città dov’è nato il regista. Sempre qui sono stati ricostruiti il villaggio di Bree, dove gli hobbit trascorrono una breve tappa del loro viaggio riposando nella Locanda del Puledro Impennato, e Minas Tirith, la fortezza nonché ultimo baluardo degli uomini contro l’esercito di Sauron.

Un altro luogo in grado di sprigionare la magia elfica è Lorien, dove l’affascinante Galadriel accoglie i membri della Compagnia dell’Anello per farli ristorare e per permettere a Frodo di riflettere sui pericoli e sull’importanza della sua missione. La terra a nord della foresta di Fangorn la si può ritrovare nell’Isola del Sud, presso Glenorchy, a nord di Queenstown. 

Per il monte Fato è stato scelto il vulcano Ruapehu, che si trova all’interno del Tongariro National Park (http://www.nationalpark.co.nz) , e si può visitare grazie a escursioni organizzate ma, essendo sacro ai Maori, non può essere fotografato. Grazie agli effetti speciali e digitali, la produzione ha potuto rendere la montagna irriconoscibile e girare così le drammatiche scene che chiudono il film.

L’ISOLA DEL NORD. Le location delle riprese si trovano per la maggior parte nell’Isola del Nord. Hobbiville, il villaggio degli hobbit, è stato ricreato nella località collinare di Matamata. Nei pressi di uno dei principali centri di allevamento di cavalli di razza al mondo sono state costruite le piccole case interrate di Bilbo e Frodo Baggins, accanto a tutte le altre del villaggio. Ma ci sono anche il ponte del doppio arco, l’albero della festa e la locanda del Drago. A due ore di distanza, sulle sponde del lago Taupo, si trovano le vette dei tre vulcani Ngauruohe, Ruapehu e Tongariro. Il secondo, nei film, è il Monte del Fato, al cui interno Sauron forgia l’Unico Anello: la catena montuosa si trova all’interno del Tongariro National Park. Poichè sacra ai maori, non si può fotografare e Peter Jackson ha potuto inserirla nelle riprese solo grazie a effetti digitali, in modo da renderla irriconoscibile.

Glenorchy, Nuova Zelanda. A nord di Queenstown si può riconoscere la “tolkeniana” Lorien.
WELLINGTON E DINTORNI. Isengard, la fortezza sul fiume Isen dove trama il mago Saruman, è nei dintorni della capitale Wellington. Lo stesso vale per il villaggio di Bree, dove gli hobbit passano la notte nella Prancing Pony Inn. Il Poet’s Corner di Harcourt Park è stato scelto da Jackson come un tratto del fiume Anduin, mentre il Dry Creek Quarry è quello che nei film è il Fosso di Helm, la cresta montuosa disseminata di caverne. Non lontano, a quindici chilometri da Upper Hutt, si trova il Kaitoke Regional Park: paradiso del rafting, al cinema è diventato Rivendell, il rifugio di montagna della Compagnia dell’Anello. Non è stato un set, ma merita una visita anche la Weta Cave, negozio di souvenir di Wellington, che ospita anche mini-museo e cinema dedicati ai film di Jackson.
L’ISOLA DEL SUD. Anche l’Isola del Sud fa parte della Terra di Mezzo: nei pressi di Glenorchy, a nord di Queenstown, si può riconoscere Lorien, dove Galadriel accoglie la Compagnia dell’Anello. Il profilo delle Montagne Nebbiose, invece, si può riconoscere in quello dell Southern Alps. Ci sono diversi tour operator che organizzano pacchetti dedicati ai fan de Il Signore degli Anelli: lo fa Kuoni (http://www.kuoni.it), ma anche Lord of the Ring Tours (http://www.lordoftheringstours.co.nz). Per chi invece desidera fare le cose con più autonomia, il consiglio è di noleggiare un’auto e, magari di portare con sé la guida The Lord of the Rings: Location Guidebook, scritta da Ian Brodie.

Vi suggerisco un ipotetico Itinerario:
Rotta dunque sull'isola settentrionale della Nuova Zelanda, dove ha inizio il film e il viaggio nella Terra di Mezzo. Punto di partenza la ridente località collinare di Matamata, Hobbiton nel racconto, la città dei cugini Frodo e Bilbo Baggins, da cui il primo muove per andare a distruggere l'anello (ricevuto dal secondo), su suggerimento dello stregone Gandalf, prima che ne rientri in possesso l'Oscuro Sire, il perfido Saruman.
Ai piedi delle Kaimai-Mamaku Ranges, Matamata, poco più di 5.000 abitanti, è uno dei principali centri di allevamento di cavalli di razza al mondo, la quintessenza della campagna nazionale. Casa Baggins, ambientata in una fattoria fuori città di proprietà privata, è naturalmente già meta dei cacciatori di Hobbit (i pacifici esserini dai piedi nudi e pelosi della storia), una specie di Mulino Bianco neozelandese. Prima di procedere con il racconto e la strada si può visitare il vicino complesso di grotte di Waitomo dove ci si aggira tra migliaia di lucciole, si superano cascate sotterranee e si fa rafting nel cosiddetto Mondo Perduto. Dove si avventura invece Frodo per far fuori il gioiello magico e annientare il pericoloso Saruman? Nella Voragine del fato, sul monte Orodruin, in piena terra di Mordor; nella geografia del regista il vulcano Ruapehu, nel cuore del Tongariro National Park e dell'isola settentrionale, frequentata stazione invernale. Una scelta difficile perchè la montagna è sacra ai Maori, dunque non può essere fotografata; Peter Jackson ha potuto inserirla nelle riprese solo grazie a effetti digitali, in modo da renderla irriconoscibile. La lava è stata aggiunta in studio; il lago craterico esiste davvero e si può ammirare con un'escursione organizzata, possibile tra dicembre e aprile.

Per trovare Isengard, la fortezza sul fiume Isen, dove trama il mago Saruman, bisogna visitare i dintorni a nord della capitale Wellington, la città del regista dove è stata girata gran parte del film. La macchina da presa ha indugiato su Harcourt Park, dove il Poet's Corner è diventato un tratto del fiume Anduin e il Dry Creek Quarry l'Helm's Deep, la cresta montuosa disseminata di caverne del romanzo. Una quindicina di chilometri a nord di Upper Hutt si estende il Kaitoke Regional Park che, nella fiction cinematografica, è diventato Rivendell, il rifugio di montagna della Compagnia dell'Anello. In realtà nell'area verde si nuota, si fa rafting e kayak nei torrenti, si cammina lungo i sentieri di ogni tempo di percorrenza, da 20 minuti a sei ore. Sempre nei dintorni della capitale sono stati ambientati il villaggio di Bree dove gli Hobbit passano la notte nella Prancing Pony Inn e Minas Tirith, la fortezza da cui gli Uomini tengono d'occhio Saruman. Nell'isola meridionale della Nuova Zelanda, Queenstown, stretta tra il lago Wakatipu e i monti Remarkables è la mecca per sportivi e amanti della natura. Sulle pendici dei rilevi "degni di nota" i più arditi possono cimentarsi nello sci, d'inverno e, d'estate, nel rafting, lo sledging (la discesa dei torrenti a bordo di "slitte", plancette, di plastica) e soprattutto nella specialità nata proprio in Nuova Zelanda, il bungee jumping, il salto nel vuoto con la caviglia assicurata a un cavo elastico. L'emozionante avventura sulle barche a getto d'acqua nel fiume Dart è invece l'attrazione di Glenorchy una quarantina di minuti d'auto a nord di Queenstown. Dove il borgo di Paradise ha prestato casette e atmosfera per ricostruire il magico mondo di Lorien, la terra a nord della foresta di Fangorn dove, tendendo l'orecchio, si sentono bisbigliare gli Elfi.

ARRIVARE. Per seguire il percorso, sarebbe meglio atterrare ad Auckland e proseguire verso sud, attraverso le varie tappe, fino a Wellington. Confrontando le varie opzioni di volo su Skyscanner, con partenza da Roma o Milano, si spendono circa 1.500 euro, con due scali all’andata e altrettanti al ritorno e più di 40 ore di viaggio complessive: viaggio impegnativo ma la Nuova Zelanda, rispetto all’Italia, è davvero agli antipodi. Curiosità: con Air New Zealand, c’è stata, in occasione della prima de “Lo Hobbit” la possibilità di entrare nel clima tolkeniano prima di arrivare a destinazione: la compagnia neozelandese aveva infatti rivestito un Boeing 777 della sua flotta con le immagini dei protagonisti del kolossal. Poco male: ad attendere i turisti all’aeroporto di Wellington, adesso, c’è una enorme statua di Gollum, larga 13 metri.





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